Oggi l’ apparizione di San Michele


 
Di San Michele Arcangelo sono note almeno sei apparizioni: 
Le prime tre avvengono alla fine del V secolo, quando San Michele Arcangelo apparì; sul Gargano e più precisamente sul monte Drion tra il 490 ed il 493. 
Oggi nel luogo dove avvennero queste prime apparizioni sorge l’omonimo santuario di Monte Sant’Angelo di Puglia. 
Le successive interessano Papa Gregorio I Magno, il Duca Logobardo Grimoaldo e di nuovo il Monte Sant’Angelo durante la peste del 1656. 
L’apparizione del Toro
La prima apparizione di San Michele è detta del “Toro” e risale al 490 d.C. allorquando Elvio Emanuele, ricco possidente di Siponto che in avanti chiameremo con il solo nome Elvio, smarrisce il miglior toro della sua mandria. 
Dopo averlo a lungo cercato lo ritrova all’interno di una impervia grotta. 
Ma Elvio non riesce ad avvicinarsi al suo toro. 
Qualcosa gli impediva di entrare e il toro non ne voleva sapere di uscire. 
Così, preso da un raptus d’ira, Elvio finì per scagliare contro il toro una freccia con l’intenzione di ucciderlo. 
Ecco però che la freccia, come per miracolo, cambia direzione, torna indietro e colpice Elvio ad una gamba. 
Ovviamente il folklore ha diverse versioni del fatto ed un’altra storia cita che mentre una infuriava una tempesta Elvio trovò il toro inginocchiato davanti a una grotta dedicata al culto del dio pagano Mitra. 
Elvio chiamò ripetutamente il toro che però non si mosse. 
Allora Elvio impugnò il suo arco e scoccò una freccia contro il toro. 
Anche in questa versione della storia la freccia tornò indietro e lo ferì al piede. 
A differenza però dell’altra versione Elvio era a cavallo e la freccia, colpendolo, lo faece cadere … 
… mentre cadeva, avvolto in una luce fatta da tutti i colori dell’arcobaleno, Elvio vide un Angelo guerriero che impugnava una spada scintillante. 
Comunque, quale sia la storia, abbiamo che Elvio, sicuramente terrorizzato dall’evento che probabilmente pensava demoniaco, si recò dal Vescovo Felice (in altre versioni il vescovo è Lorenzo di Maiorano), il quale ordinò, forse senza neanche prestarci troppa attenzione, tre giorni di preghiera. 197066_141316892602075_1301961_n
Ma al terzo giorno, l’8 Maggio 490, San Michele Arcangelo apparve in sogno al Vescovo e gli disse: 
Io sono l’Arcangelo Michele, e sono sempre alla presenza di Dio.
La grotta è a me sacra ed Io l’ho scelta.
Non ci sarà più spargimento di sangue di animali.
Dove si apre la roccia il peccato dell’uomo potrebbe essere perdonato.
Ciò che è stato richiesto in preghiera sarà concesso.
Perciò risalite la montagna e consacrate la grotta al culto cristiano.

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