Lettera del Papa all’Arcivescovo dopo la visita a Genova: “Giornata indimenticabile di preghiera e di festa”


Pubblichiamo il testo integrale della lettera che il Santo Padre Francesco ha inviato al Cardinale Arcivescovo dopo la Visita Pastorale a Genova dello scorso sabato 27 maggio:

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Avvisi Parrocchiali Dal 12 al 18 Giugno 2017


Martedì 13 Giugno Ore 16.00
  • Preghiera guidata dal gruppo della Madonna di Medjugorje.
Ore 20.30
  • Consiglio d’Azione Cattolica
Mercoledì 14 Giugno Ore 20.45
  • Presso l’oratorio don Bosco incontro di preparazione della festa patronale di fine settembre della nostra parrocchia
Giovedì 15 Giugno Ore 9.00
  • Adorazione eucaristica
Ore 15.30
  • Lettura e commento della Parola di Dio della domenica proposto dall’Azione Cattolica
Ore 19.30
  • Presso la parrocchia di S. Quirico S. Messa del Corpus Domini
Ore 20.30
  • Processione con il SS. Sacramento dalla parrocchia di S. Quirico alla parrocchia di S. Maria Assunta del Serro; al termine, benedizione eucaristica
Sabato 17 Giugno Ore 17.00
  • Presso la basilica di S. Siro vespri solenni del Corpus Domini e processione cittadina fino alla Cattedrale di S. Lorenzo presieduti dal Card. Arcivescovo
Domenica 18 Giugno Ore 10.00
  • Anniversari di matrimonio delle coppie di sposi della nostra parrocchia.

Meryem Ana, l’ultima dimora della Vergine? — Reliquiosamente


Se la Santa Casa di Loreto1 è considerata la casa dove Maria ricevette l’Annunciazione da parte dell’arcangelo Gabriele, e quindi potrebbe essere anche la casa dove nacque e passò la sua prima giovinezza, Meryem Ana, nei pressi di Efeso, è ritenuta da molti la sua ultima dimora e probabilmente il luogo della sua ‘Dormizione’ ed […]

via Meryem Ana, l’ultima dimora della Vergine? — Reliquiosamente

SANT’ANTONIO 2017


Sant'Antonio 2017

Posted by Rosa Andronaco on Saturday, June 10, 2017

Il Santo Del Calendario Di Oggi: 11 Giugno – S. Barnaba Apostolo


dal web

San_Barnaba_GGiuseppe, chiamato dagli Apostoli Bàrnaba, che vuol dire figlio di consolazione, levita, nativo di Cipro, aveva un podere; lo vendette e, preso il prezzo, lo depose ai piedi degli apostoli». Così ce lo presentano gli Atti degli Apostoli. Fonti antiche riferiscono che Barnaba, chiamato apostolo dagli stessi Atti, pur non appartenendo ai Dodici, sarebbe stato uno dei settantadue discepoli di cui parla il Vangelo.  Comunque una figura di primo piano nella fervente comunità cristiana, fiorita a Gerusalemme dopo la Pentecoste. Barnaba era tenuto in grande considerazione dagli apostoli, che lo scelsero per l’evangelizzazione di Antiochia.
Barnaba è l’uomo delle felici intuizioni. Ad Antiochia avvertì immediatamente che quello era un terreno adatto alla semina della parola di Dio. Andò a riferire a Gerusalemme e domandò il benestare per prendere con sé il neoconvertito Saulo, prelevandolo nel suo ritiro di Tarso. Ebbe così inizio il loro straordinario sodalizio. Dopo un anno di lavoro, avevano operato tante conversioni da «far notizia», come si direbbe oggi in gergo giornalistico. « Per la prima volta – si legge negli Atti – i discepoli presero il nome di cristiani in Antiochia ».Saulo, che ora preferiva farsi chiamare col nome romano di Paolo, e Barnaba, paghi di aver aperto la breccia all’annuncio evangelico tra i pagani, partirono verso altri lidi. Prima tappa: Cipro, patria di Barnaba, che s’era portato dietro il giovane cugino Giovanni Marco, il futuro evangelista. Un’altra scelta felice, anche se più tardi, all’inizio del secondo e più rischioso viaggio missionario il giovane ebbe dei ripensamenti e Paolo non giudicò opportuno modificare il programma, preferendo separarsi dallo stesso Barnaba, che rimase a Cipro.

Paolo e Barnaba, due differenti personalità, che si completavano a vicenda. A Listri, in Licaonia, al termine del primo viaggio missionario, durante la predica Paolo aveva notato la presenza di un povero storpio. «Alzati e cammina», gli aveva detto, operando il prodigio. « La folla nel vedere quello che Paolo aveva fatto si mise a gridare: Gli dèi in forma umana sono scesi tra noi! E Barnaba lo chiamavano Giove, e Paolo Mercurio, perché dei due era il più eloquente ». A Barnaba venne attribuita la paternità della Lettera paolina agli Ebrei e di un altro scritto, denominato Il Vangelo di Barnaba, ora perduto. Non si hanno notizie di lui dopo la separazione da Paolo. Scritti apocrifi parlano di un suo viaggio a Roma e del suo martirio, avvenuto verso il 70, a Salamina per mano dei Giudei della diaspora, che lo avrebbero lapidato.

Mistero di Dio trino e unico, Padre, Figlio e Spirito Santo.


La solennità della Santissima Trinità (spesso indicata semplicemente come Santissima Trinità, o SS. Trinità) è una solennità mobile dell’anno liturgico della Chiesa cattolica.
Il suo colore liturgico è il bianco, colore che altresì esprime la letizia della Chiesa nel celebrare la semplicità e la purezza dell’essenza divina.
La collocazione della solennità della Santissima Trinità subito dopo quella della Pentecoste, memoriale della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, si può spiegare:
con il fatto che il Vangelo di Matteo si chiude proprio con l’esortazione del Risorto alla missione evangelizzatrice nel segno della Trinità:
« Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. » (Matteo 28,19-20) o con la considerazione che, essendo la Trinità completamente rivelata con la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli nel giorno di Pentecoste,la stessa Trinità possa essere finalmente celebrata.

 

*Dio Padre, creatore del cielo e della terra e Padre celeste del mondo;
*il Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il Redentore del mondo.
*lo Spirito Santo che è l'”amore” perfetto e divino (in greco agàpe) che il Padre e il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.