Piazza San Pietro Mercoledì, 23 maggio 2018


Catechesi sulla Confermazione. 

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Santa Giovanna/moglie di Chuza


Tra le numerosissime sante e beate di nome Giovanna, la santa venerata oggi è sicuramente una delle meno note. Celeberrima è l’eroina francese Santa Giovanna d’Arco e della medesima nazionalità sono le altre più famose sante omonime. La santa odierna è invece un personaggio citato nel Nuovo Testamento (Lc 8,2-3), una delle sante donne che Gesù aveva guarite da spiriti cattivi e da infermità, moglie di Chuza, procuratore di Erode.
Giovanna, con Maria Maddalena, Susanna ed altre, era tra le più fedeli discepole del Signore: esse con i dodici apostoli lo seguirono durante tutto il suo ministero pubblico, dalla Galilea alla Giudea. Anche Giovanna fu poi così testimone privilegiata della passione del Cristo ed il mattino di Pasqua si recò alla sua tomba con Maria Maddalena e Maria di Giacomo, portando con sé gli aromi preparati.
Sempre secondo il racconto dell’evangelista Luca, le donne impaurite trovarono la pietra scostata dal sepolcro e il corpo di Gesù era scomparso. Due uomini in vesti sfolgoranti apparvero allora loro invitandole a non cercare tra i morti colui che è vivo: “Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno” (Lc 24,6-7).
Esse si ricordarono allora delle parole del Signore e, tornate dal sepolcro, si fecero messaggere del lieto annunzio agli Undici apostoli superstiti ed a tutti gli altri discepoli. Ad essi, però, parve più un vaneggiamento da parte delle donne e non credettero loro. Solo “Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l’accaduto” (Lc 24,12).
Con questi brevi passi evangelici si esauriscono purtroppo tutte le informazioni che abbiamo al riguardo di Giovanna, della quale neppure successive tradizioni ci hanno tramandato ulteriori curiosità sulla sua vita, come invece accaduto per numerosi altri personaggi evangelici.
Il Martyrologium Romanum pone in data odierna, 24 maggio, la commemorazione di Santa Giovanna, talvolta soprannominata “la Mirofora” per l’aver portato aromi alla tomba del Salvatore.


Autore:
Fabio Arduino

post originale:http://www.santiebeati.it/dettaglio/92686

Ordinazione Don Davide


Che il Signore benedica te, caro Don Davide, la tua scelta, la tua vita

e quella delle persone che ti incontrano, i nostri più affettuosi auguri di buon cammino.

 

Ieri nella nostra cattedrale di San Lorenzo in occasione della Solennità di Pentecoste

abbiamo festeggiato due ordinazioni : Don Francesco Mortola e Don Davide Ricci –

vi ricordo  le prime Sante Messe dei novelli sacerdoti:

Don Francesco Mortola – domenica 27 maggio ore 11 S. Maria Assunta (Camogli) – Domenica 3 giugno ore 11.30 San Fruttuoso
Don Davide Ricci – domenica 27 maggio ore 10 N. S. della Neve (Bolzaneto) – Domenica 3 giugno ore 10 S. Giovanni Battista della Costa di Rivarolo

 

vi allego un video vi e chiedo scusa per la scarsa qualità

qui il canto “lo Spirito del Signore”

 

 

Veglia Pentecoste 2018


Ieri sera  si è svolta come ogni anno la Veglia di Pentecoste al Santuario di N.S. della Guardia.

L’Arcivescovo  ha detto ai giovani: “Siate protagonisti e non turisti della vita” –
Il nostro arcivescovo ha ripreso le parole del Santo Padre  pronunciate in occasione della sua visita qui al Santuario di Nostra Signora della Guardia  il 27 maggio dello scorso anno.
Ci ha esortato e ricordato di smettere di essere “turisti della vita”, perché “una cosa è guardare la realtà e un’altra è guardare la fotografia”:

Se la nostra vita è una vita da turista, noi guarderemo soltanto le foto e non sapremo la realtà”. Secondo Francesco, “è una tentazione per i giovani essere turisti: guardare la vita con l’occhio di turisti, cioè superficiale, e registrare fotografie per vederla più avanti”. Di qui l’invito a “lasciare l’atteggiamento di turisti per diventare giovani con un compromesso serio con la vita”.
Quindi non è essere turista ma protagonista e chi lo è ha un’attenzione particolare verso tutti gli aspetti della vita.                                              (Papa Francesco)

Poi è seguita una riflessione sull’amore,  pronunciando una frase semplicissima

ma quasi sconcertante:

L’amore non è sentimento.

silenzio e sgomento….e cosa sarà mai allora?

l’amore è IMPEGNO.

Assoluta verità!

se si dovesse fare ciò che si “sente” nella vita …saremmo persi del tutto.

Pensiamo alle coppie: il sentimento del sentire le  farfalle nello stomaco è una sensazione meravigliosa, ma per fortuna finisce, cambia e matura in qualcosa di più grande e completo che è l’impegno….
Immaginate una vita solo di “sentimento”- che povertà senza crescita.

Se una mamma amasse quando si “sente”, ma ve lo immaginate? Quante volte i nostri figli si fanno rimproverare? In quel momento l’istinto ci  porta a provare disappunto ed irritazione,  ed allora si “sentiamo” emozioni in contrasto con l’amorevolezza materna,

ma ciò che ci salva  invece è il sentire  l’amore dell’impegno preso quando ci è stata donata questa bellissima eredità.

Un altro punto che mi ha fatto riflettere sulla nostra attuale società e famiglia è

la scarsa partecipazione dei bambini alla Santa Messa.
Il cardinale ci ha fatto notare che ad esempio in oriente la messa dura quattro o cinque ore, e tra l’altro si sta sempre in piedi- eppure le chiese sono piene di bambini fin da piccoli-
Chiediamoci il perchè noi genitori, catechisti e sacerdoti compresi non riusciamo ad insegnare le cose importanti della vita.

“Indirizza il giovane sulla via da seguire;
neppure da vecchio se ne allontanerà”
(Proverbi 22,6). Educare i figli ad agire bene, fin da piccoli, dà loro un abito interiore che li accompagnerà in ogni momento della loro vita.
“È meglio per lui che gli venga messa al collo
una macina da mulino e sia gettato nel
mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi
piccoli” (Luca 17,2).
Spesso coloro che scandalizzano i figli sono proprio i genitori. Gesù ha avvertito
che in questo c’è grande responsabilità. Dio con i figli ci ha dato un premio, un’eredità,
ma anche la responsabilità di curarli.
“Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà
ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Giovanni 14, 26).
I genitori devono aver fiducia nell’aiuto dello Spirito e ricorrervi sempre, anche
quando si sentono sconfitti, senza più speranza.
“Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate
i vostri figli, perché non si scoraggino” (Colossesi 3, 20 – 21).
I figli devono sapere che un giorno dovranno rendere conto di se stessi a Dio.
Quindi trasmettere loro l’importanza che già ora si confrontino con autorità offerte
loro da Dio. Anche i genitori un giorno dovranno rendere conto dei figli a Dio. I genitori
devono insegnare ai figli l’importanza dell’autorità e dell’obbedienza (fatiche e
aspetti positivi).
“Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di
correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù”
(Filippesi 3,12 ).
Chi non ammette gli errori sta dando una falsa immagine di perfezione. Quando
viene dato il cattivo esempio, nasce nei figli la sfiducia e quindi l’insicurezza, la mancanza di protezione.                     (dal web)

Poi, il cardinale ha concluso con un’importante domanda ai giovani:

Cos’è più importante risplendere o illuminare? —

pensateci e se vi va rispondete qui sotto.
Infine, sul piazzale c’è stata l’accensione del falò accompagnata da alcune letture bibliche e canti.

Inoltre è stato distribuito il sussidio tascabile “Cammino personale di formazione”, una raccolta di Salmi e di citazioni tratte dal Magistero del Cardinale Arcivescovo.33141760_10214425052893778_1706168486956367872_n

È una raccolta dei 150 Salmi (evidenziati graficamente di colore verde) e 150 citazioni tratte dal Magistero del Cardinale Arcivescovo (evidenziate graficamente di colore rosso).
Frasi brevi, raccolte attorno a nove temi che segnano un cammino di progressione formativa e posti come domande, forse quelle che stanno più a cuore alle giovani generazioni (Ascolti il tuo cuore? – Ti prepara alla vita? – Hai fiducia in te e negli altri? – Sei capace di amare? – Cos’è per te credere? – Sai pregare? – Assisti o partecipi all’Eucaristia? – Hai una casa? – Sei una lampada che rischiara?).
“Non devi avere timore di guardarti dentro – scrive rivolto ai giovani il Cardinale Bagnasco nell’introduzione – non c’è cammino di formazione senza verità su di noi. Per questo è necessario lavorare serenamente su te stesso. Tutta la vita è scuola e palestra, perché le età si susseguono e portano novità con cui misurarsi”.
Perché i Salmi? “Ogni frase è un tesoro – scrive ancora l’Arcivescovo – che si vuole svelare a te se non hai paura di stare un po’ in silenzio e da solo. Da solo con Dio che ha parole di vita eterna!”.
E poi la raccolta delle citazioni del Vescovo, “che desidera accompagnarti – a rispettosa distanza – nel tuo cammino di crescita umana e cristiana”.
Ogni frase è soprattutto un messaggio, ma in ognuno può diventare una domanda cui dare risposte sincere.
Il cammino è personale, ma, volendo, può essere condiviso con gli amici e in famiglia.
Si consiglia la lettura ogni giorno di un Salmo e di una frase dell’Arcivescovo in un luogo che aiuti alla riflessione e alla preghiera. La condivisione periodica con un sacerdote dei passi compiuti può aiutare il progredire del cammino di formazione: “Se nel viaggio, poi, – scrive ancora il Cardinale – incontrassi ogni mese un sacerdote per aprire l’anima e confidare i passi compiuti e gli ostacoli, le scoperte e i desideri, allora sarà un aiuto ulteriore. Non temere di disturbare: ci siamo apposta!”.
L’opuscolo è realizzato in formato tascabile (cm 7x cm 10), appositamente per essere sempre a portata di mano.
Per qualunque informazione è possibile contattare il Centro San Matteo (P.zza S. Matteo 3 – tel. 010.2467432 – email: csmatteo@centrosanmatteo.org; http://www.centrosanmatteo.org).
I tascabili potranno essere ritirati dopo il 20 maggio nella Segreteria Organizzativa della Curia (Sig.ra Natalina).

da: chiesa di genova-arcidiocesi

E’ stato un bellissimo momento di preghiera e toccante vedere il nostro Santuario finalmente pieno pieno di giovani e bambini….
ma  a proposito i nostri dov’erano?

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AVVISI PARROCCHIALI Dal 21 al 27 Maggio 2018


Martedì 15 Maggio Ore 16.00 ·    Preghiera guidata dal gruppo della Madonna di Medjugorje
    Ore 20.30 ·    Santo Rosario in Via Zamperini 11
       
Giovedì 17 Maggio Ore 09.00 ·    Adorazione eucaristica
    Ore 15.30 ·    Lettura e commento della Parola di Dio della domenica
       

 

Domenica 27 ore 10.00 prima santa Messa nella nostra Parrocchia di Don Davide Ricci

 

Giovedì 31 Processione del Corpus Domini: Ore 20.30 santi Vespri nella chiesa di San Francesco, percorso per le strade di Bolzaneto arrivo alla Chiesa N.S. della Neve e benedizione eucaristica

 

Domenica 3 Giugno giornata delle famiglie come da volantino. Sono invitati tutti per creare sempre più una comunità che ha Gesù come Capo che unisce le membra.

 

La raccolta straordinaria di Maggio è stata di 410 Euro

San Pasquale


 il nome Pasquale è di origine cristiana ed è molto usato anche nel femminile Pasqualina; veniva dato ai bambini nati il giorno di Pasqua, ma le sue lontane origini sono ebraiche (Pesah = passaggio) volendo indicare il passaggio del popolo ebraico del Mar Rosso e il passaggio dell’angelo di Iahweh che salvò, segnandone le case con il sangue sacro dell’agnello, i primogeniti ebrei per distinguerli da quelli egiziani destinati alla morte nell’ultima piaga d’Egitto.

Nato in Spagna nel 1540, fin da bambino venne inviato dai genitori a fare il pastore presso un ricco possidente, che ammirato dalle qualità del piccolo gli propose di adottarlo come proprio figlio.

Ma Pasquale era attirato dalla vita mistica e, rifiutata la generosa offerta, imparò a leggere da autodidatta grazie ad un libro di preghiere forse donatogli dal suo stesso padrone. La leggenda narra che lo stesso padrone lo mandò a rubare dell’uva nel fondo vicino, ma al suo rifiuto, lo malmenò senza pietà. Rubata l’uva personalmente appena la mangiò si sentì male (ma questa leggenda non trova riscontri nella storia).53550G

Rimase a servizio fino a 20 anni, quindi chiese di entrar

e nel convento dei francescani alcantarini. Respinto, aspettò ancora qualche anno e nel 1564 fu accettato in veste di fratello laico servitore (non ritenendosi degno di aspirare al sacerdozio) e mandato a servizio presso i conventi dell’ordine.
Svolse per anni l’attività di portinaio, ma la sua fama di sapiente, pur se illetterato, gli valse la fama di buon consigliere e dei suoi saggi indirizzi si valsero anche personaggi illustri della sua epoca.

Nel 1576 venne inviato in Francia per una delicata missione: recapitare una lettera al Ministro Generale dell’Ordine in tempi di eresie e pericoli per i religiosi.
A Parigi fu accolto da insulti e sassate da parte degli ugonotti, che lo rinchiusero lasciandolo senza cibo e senza coperture.

Sopravvissuto e portata a termine la missione, tornò al suo convento dove si spense la mattina di Pentecoste, il 17 Maggio 1592.
E’ il patrono dei Congressi Eucaristici.

Secondo la tradizione popolare sarebbe anche il protettore delle donne da marito, a lui è dedicata questa filastrocca:

San Pasquale di Baylonne,
protettore delle donne:
trovami un bel fidanzato
bello, forte e colorato.
Come te, tale e quale,
o glorioso San Pasquale.