Appuntamenti in Diocesi.


 Ecco il programma delle dirette e dove seguirle:

– SABATO 30 MAGGIO ORE 10
dalla Cattedrale la S. Messa Crismale

TeleNord (canale 13);
Siti web: chiesadigenova.it e ilcittadino.ge.it
YouTube: IlCittadino Diocesi di Genova
Facebook: Il Cittadino – Arcidiocesi di Genova

– SABATO 30 MAGGIO ORE 21
da Piazza San Lorenzo la Veglia di Pentecoste

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– DOMENICA 31 MAGGIO ORE 16
dalla Cattedrale la S. Messa di Pentecoste con le Sacre Ordinazioni

TeleNord (canale 13);
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S. Filippo Neri, sacerdote e fondatore (1515-1595)


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San Filippo Neri
Sacerdote, fondatore :
“Congregazione dei Fratelli dell’Oratorio”
Nacque a Firenze da ricca famiglia nel 1515. Ebbe un carattere singolarmente mite, così da essere chiamato Pippo Buono.

Studiata umanità, per poter farsi sacerdote rinunziò all’eredità dello zio e partì per Roma, ove fu accolto da un suo concittadino. Visse in questa famiglia vita illibata e mortificata, cautissimo nello stringere amicizie. Il demonio gli suscitava violenti moti della carne, che egli vinceva coll’orazione e coi digiuni, fin che il Signore in premio di tanta lotta gli concesse la grazia di esserne per sempre immune.

Finiti gli studi e fatto sacerdote, si diede con tutte le forze alla propria santificazione.

Favorito della più sublime contemplazione, le ineffabili dolcezze spirituali lo facevano esclamare: « Basta, Signore, basta! perchè questo mio cuore è sì piccolo per amare Voi così amabile! ».

Amava molto i poveri ed era di continuo a contatto con il popolo; visitava gli ammalati nelle loro case e negli ospedali, e li serviva di giorno e di notte. Però prediligeva i giovani, e la sua stanza era divenuta il loro ritrovo gradito. La sua parola era ricca di facezie e comunicava agli astanti l’allegria santa che traboccava dal suo cuore: i suoi detti ai giovani sono passati alla posterità come proverbi di grande sapienza.

Nella celebrazione della santa Messa era spesso rapito in dolci estasi, sollevato in aria e circonfuso da ogni parte di luce celestiale: un angelo in carne!

Al confessionale passava le intere giornate ed era tanta la sua abilità che non andava a lui peccatore, per ostinato che fosse, senza rimettersi sulla retta via; taluni appunto lo evitavano per non avere a convertirsi!

Il Signore lo visitò anche con prove e contrarietà gravissime: fino allo scherno sopra le sue opere di bene, fino alla calunnia più vile, fino alla ribellione di qualcuno dei suoi confratelli; prove che egli vinceva colla dolcezza e colla confidenza filiale in Dio.

A S. Maria della Vallicella fondò la Congregazione dell’Oratorio che di tanto aiuto fu ed è alla Chiesa nell’educazione della gioventù.

Filippo, semplice ed umile, rifuggì sempre gli onori e dignità ecclesiastiche, più volte offertegli. E Dio lo favorì col dono della profezia, dei miracoli e con frequenti visioni.

Morì il 26 maggio del 1595, in età di anni 80. I medici gli trovarono due costole adiacenti al cuore inarcate a causa dei violenti battiti di amor di Dio.

PRATICA. « Paradiso! Paradiso! Attendete a vincervi nelle piccole cose, se volete vincervi nelle grandi » (S. Filippo Neri)

Madonna Ausiliatrice 24 maggio


“Auxilium Christianorum”; ‘Aiuto dei Cristiani’, è il bel titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie a Lei dedicate dette anche Lauretane perché recitate inizialmente a Loreto.
Sulle virtù, la vita, la predestinazione, la maternità, la mediazione, l’intercessione, la verginità, l’immacolato concepimento, i dolori sofferti, l’assunzione di Maria, sono stati scritti migliaia di volumi, tenuti vari Concili, proclamati dogmi di fede, al punto che è sorta un’autentica scienza teologica: la Mariologia.
E sempre è stata ribadita la presenza mediatrice e soccorritrice della Madonna per chi la invoca, a lei fummo affidati come figli da Gesù sulla Croce e a noi umanità è stata indicata come madre, nella persona di Giovanni apostolo, anch’egli ai piedi della Croce.
Ma la grande occasione dell’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e vinsero la flotta musulmana.
Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria a Gaeta dove è ancora conservato.
Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di ‘Consolatrix afflictorum’ (Consolatrice degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa ‘Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani).
Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con s. Giovanni Bosco a Torino.
Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e s’ingarbugliavano; a Lei diceva: “E allora incominciamo a fare qualcosa?”. S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica.
Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice nella cittadella salesiana di Valdocco – Torino; sotto la Sua materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente ‘Salesiani di don Bosco’; le ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ suore fondate con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per ultimi i ‘Cooperatori Salesiani’ per laici e sacerdoti che intendono vivere lo spirito di ‘Don Bosco’, come è generalmente chiamato.
Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della gioventù.
Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati all’aiuto della più dolce e potente delle madri.
Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come celeste Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo.
Nella bella basilica torinese a Lei intitolata, dove il suo devoto figlio s. Giovanni Bosco e altre figure sante salesiane sono tumulate, vi è il bellissimo e maestoso quadro, fatto eseguire dallo stesso fondatore, che rappresenta la Madonna Ausiliatrice che con lo scettro del comando e con il Bambino in braccio, è circondata dagli Apostoli ed Evangelisti ed è sospesa su una nuvola, sullo sfondo a terra,images (2) il Santuario e l’Oratorio come appariva nel 1868, anno dell’esecuzione dell’opera del pittore Tommaso Lorenzone.
Il significato dell’intero quadro è chiarissimo; come Maria era presente insieme agli apostoli a Gerusalemme durante la Pentecoste, quindi all’inizio dell’attività della Chiesa, così ancora Lei sta a protezione e guida della Chiesa nei secoli, gli apostoli rappresentano il papa ed i vescovi.
Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno di Dio.

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Ascensione


Ascensione

La celebrazione dell’Ascensione cade nel giovedì  che segue la quinta domenica dopo Pasqua (40 giorni dopo Pasqua, il giorno di Pasqua e’ compreso nel conteggio dei 40 giorni), è quindi una festa mobile e in alcune nazioni cattoliche è festa di precetto riconosciuta a tutti gli effetti nel calendario civile.
In Italia l’Ascensione viene celebrata la domenica successiva al giovedì d’Ascensione.
L’Ascensione è una celebrazione che riveste grande importanza nella liturgia Cattolica perché segna la fine del soggiorno terreno di Gesù.
Se ne trova traccia nei Vangeli di Marco, Luca e negli Atti degli Apostoli: quaranta giorni dopo la Sua resurrezione il Signore ascese al Cielo dal Monte degli Ulivi, sotto gli occhi degli apostoli.
Nella liturgia dell’Ascensione, letto il vangelo della Messa solenne, si spegne e poi si leva il cero pasquale per rappresentare la dipartita di Cristo dagli Apostoli e dagli uomini.

Il Santo di Voltaggio


San Giovanni Battista de’ Rossi Sacerdote

 

Voltaggio, Genova, 22 febbraio 1698 – 23 maggio 1764

 

Nacque nel 1698 a Voltaggio, in provincia di Genova ma a 13 anni, per motivi di studio, si trasferì a Roma nella casa di uno zio sacerdote, canonico a Santa Maria in Cosmedin. A Roma frequentò il liceo presso i gesuiti del Collegio Romano avviandosi agli ordini sacri. In quel periodo fu colto dai primi attacchi di epilessia, malattia che lo avrebbe fatto soffrire per tutta la vita. Venne ordinato sacerdote l’8 marzo 1721 e da allora diede ancora più slancio al suo apostolato, avviato in precedenza, tra gli studenti, i poveri e gli emarginati. Sulla scia di quell’impegno nacque la Pia Unione dei sacerdoti secolari di Santa Galla dal nome di un ospizio maschile da lui diretto. Giovanni ne volle uno anche per donne e lo dedicò a Luigi Gonzaga santo cui era devotissimo. Eletto canonico di Santa Maria in Cosmedin, venne dispensato dall’obbligo del coro per potersi dedicare con maggiore libertà ai suoi impegni apostolici. Negli ultimi mesi di vita l’epilessia si aggravò costringendolo a un vero e proprio calvario. Morì il 23 maggio 1764. Fu canonizzato da Leone XIII l’8 dicembre 1881.

Non è nato per essere capo: a lui basta ubbidire e lavorare sodo, sia da laico come poi da sacerdote. Giovanni Battista de’ Rossi è uno dei pochi sopravvissuti di una famiglia segnata da troppi lutti: il papà muore prematuramente, e la maggior parte dei fratellini se ne va prima di raggiungere l’adolescenza. E’ nato nel 1698 a Voltaggio, nell’alessandrino, ma frequenta il genovese per le scuole che una famiglia benestante gli fa frequentare, perché chi lo avvicina resta incantato dalla sua intelligenza ma soprattutto dalla sua pietà e dalla dolcezza del suo carattere. Alla morte di papà alcuni sacerdoti, parenti o amici di famiglia, lo accolgono per carità e gli fanno proseguire gli studi e, di trasferimento in trasferimento, togliendo così alla famiglia il peso di una bocca in più da sfamare. arriva fino a Roma. Dove, com’è naturale, si prepara al sacerdozio, assecondando una vocazione che nutre fin da bambino, aiutato anche da un’intelligenza non comune che gli permette di completare in anticipo gli studi per cui è necessario ottenere dal papa la dispensa per l’ordinazione sacerdotale. Non aspetta però il sacerdozio per buttarsi nell’apostolato: gli oratori romani e i gruppi studenteschi lo vedono protagonista attivo: mai con ruolo dirigenziale, solo e sempre come semplice gregario. E sono proprio i giovani a fargli corona alla prima messa, che celebra all’altare di San Luigi, nella chiesa di Sant’Ignazio, a marzo del 1721. Ormai la sua strada è tracciata: precedenza assoluta ai giovani, alla catechesi, alle fasce più deboli della Roma del suo tempo, ai malati che visita a domicilio per portare conforto cristiano e sostegno materiale. Un occhio di riguardo lo vuole avere anche per i confratelli sacerdoti, per i quali fonda la Pia Unione dei Sacerdoti Secolari: sostegno, arricchimento spirituale, aggiornamento culturale per un clero che a metà Settecento non brillava per cultura e preparazione teologica. Il resto della sua vita lo trascorre in confessionale: chiede ed ottiene la facoltà di confessare solo a 40 anni, ma da quel momento sarà questo il suo apostolato specifico, che porta i romani ad assediarlo nel confessionale per lunghissime ore ogni giorno ed a renderlo ricercatissimo per la direzione spirituale. C’è chi si domanda come faccia a reggere ad un così intenso ritmo di lavoro apostolico per le strade del quartiere del Campidoglio, sui pulpiti, nei confessionali, nei tuguri della povera gente, al letto degli ammalati. Tanto più che lui stesso non è la salute fatta persona, soggetto com’è a frequenti crisi epilettiche e tormentato da una fastidiosa malattia agli occhi: la sua vita vorticosa e la sua inarrestabile carità rappresentano il trionfo della volontà sulla fragilità fisica, dell’impegno apostolico sui limiti imposti dalla malattia. Nato da famiglia umile e povera, tale sceglie di restare fino alla morte, che sopraggiunge il 23 maggio 1764, ad appena 66 anni. Beatificato da Pio IX nel 1860, sarà proclamato santo da Leone XIII nel 1881.


Autore: Gianpiero Pettiti54450

 

INDICAZIONI PER L’ACCESSO ALLA CHIESA IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE CON IL POPOLO


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INDICAZIONI SPECIFICHE

INGRESSO

L’accesso alla Chiesa è consentito a partire da mezz’ora prima dell’inizio della celebrazione.

Da quel momento e fino al termine della celebrazione, per poter garantire il controllo degli

accessi, è consentito l’ingresso esclusivamente dal portone principale della Chiesa; le altre

porte rimarranno chiuse.

Nella fase di ingresso verranno disposte due file nel rispetto della distanza di sicurezza,

e saranno garantite due postazioni per l’igienizzazione

delle mani.

SUSSIDI LETTURE / CANTI

 

Il foglietto con le letture è esclusivamente monouso: al termine della celebrazione si può

portare via, altrimenti va comunque smaltito. Il libretto dei canti non può essere distribuito.

 

LETTURE / PREGHIERA DEI FEDELI

 

In questa fase è prevista la presenza di un solo lettore che avrà a disposizione un microfono

dedicato presso l’ambone.

 

SCAMBIO DEL SEGNO DELLA PACE

 

Fino a nuove disposizioni è omesso.

COMUNIONE

 

Il Celebrante e gli eventuali altri ministri igienizzeranno le mani con disinfettante alcolico, e

indosseranno guanti monouso nuovi  in nitrile (anallergici) e la mascherina.

La Comunione verrà distribuita dal Celebrante e dai ministri senza che i fedeli si muovano dal

proprio posto, per garantire il rispetto delle distanze di sicurezza.

La distribuzione dell’Eucarestia avverrà esclusivamente sulle mani dei fedeli, senza che il

Celebrante/ministro entri in contatto con le stesse. Si invitano pertanto i fedeli in questo

momento a tenere il palmo della mano ben aperto.

Dopo che il Celebrante proclama “Corpo di Cristo” il fedele risponde “Amen” avendo ancora

la mascherina; dopo che il Celebrante si è spostato il fedele abbassa la mascherina, assume il

Corpo di Cristo, e rialza la mascherina.

 

OFFERTE

 

Le offerte non vengono raccolte durante la celebrazione. Potranno essere deposte in

appositi contenitori collocati presso le porte della Chiesa.

 

USCITA

 

Verranno utilizzate tutte le porte a disposizione che rimarranno aperte; il portone principale,

la porta antipanico e la porta in fondo a sinistra

Durante l’uscita non ci possono essere assembramenti e si deve rispettare la distanza

di sicurezza di 1,5 metri.

Sono da osservare con particolare attenzione le misure di sicurezza qui riportate.

Rimane valida la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e salute e per coloro che non possono partecipare alla celebrazione eucaristica

San Pasquale


 il nome Pasquale è di origine cristiana ed è molto usato anche nel femminile Pasqualina; veniva dato ai bambini nati il giorno di Pasqua, ma le sue lontane origini sono ebraiche (Pesah = passaggio) volendo indicare il passaggio del popolo ebraico del Mar Rosso e il passaggio dell’angelo di Iahweh che salvò, segnandone le case con il sangue sacro dell’agnello, i primogeniti ebrei per distinguerli da quelli egiziani destinati alla morte nell’ultima piaga d’Egitto.

Nato in Spagna nel 1540, fin da bambino venne inviato dai genitori a fare il pastore presso un ricco possidente, che ammirato dalle qualità del piccolo gli propose di adottarlo come proprio figlio.

Ma Pasquale era attirato dalla vita mistica e, rifiutata la generosa offerta, imparò a leggere da autodidatta grazie ad un libro di preghiere forse donatogli dal suo stesso padrone. La leggenda narra che lo stesso padrone lo mandò a rubare dell’uva nel fondo vicino, ma al suo rifiuto, lo malmenò senza pietà. Rubata l’uva personalmente appena la mangiò si sentì male (ma questa leggenda non trova riscontri nella storia).53550G

Rimase a servizio fino a 20 anni, quindi chiese di entrar

e nel convento dei francescani alcantarini. Respinto, aspettò ancora qualche anno e nel 1564 fu accettato in veste di fratello laico servitore (non ritenendosi degno di aspirare al sacerdozio) e mandato a servizio presso i conventi dell’ordine.
Svolse per anni l’attività di portinaio, ma la sua fama di sapiente, pur se illetterato, gli valse la fama di buon consigliere e dei suoi saggi indirizzi si valsero anche personaggi illustri della sua epoca.

Nel 1576 venne inviato in Francia per una delicata missione: recapitare una lettera al Ministro Generale dell’Ordine in tempi di eresie e pericoli per i religiosi.
A Parigi fu accolto da insulti e sassate da parte degli ugonotti, che lo rinchiusero lasciandolo senza cibo e senza coperture.

Sopravvissuto e portata a termine la missione, tornò al suo convento dove si spense la mattina di Pentecoste, il 17 Maggio 1592.
E’ il patrono dei Congressi Eucaristici.

Secondo la tradizione popolare sarebbe anche il protettore delle donne da marito, a lui è dedicata questa filastrocca:

San Pasquale di Baylonne,
protettore delle donne:
trovami un bel fidanzato
bello, forte e colorato.
Come te, tale e quale,
o glorioso San Pasquale.